Noi e le Orche Assassine

Noi e le Orche Assassine

La Menopausa è un’esclusiva della specie umana o quasi: condividiamo questa caratteristica biologica con una sola altra specie, le balene, anzi, in specifico, le orche assassine.

Questa idea di condividere una caratteristica così preziosa con le balene mi ha sempre messa di buon umore e mi ero ripromessa di fare degli studi in proposito per capire quali fossero i tratti davvero comuni tra le due specie oltre alla interruzione di fertilità, paradosso della natura biologica incomprensibile per gli scienziati.

Ogni volta che iniziavo una conferenza dicevo “Solo noi e le balene abbiamo la menopausa ed esiste un perchè. La ragione per cui esiste la menopausa delle donne la conosco e cambierà il modo in cui voi vivrete la vostra, su quella delle balene, devo trovare il tempo di informarmi”

Ebbene, non ho ancora avuto quel tempo, ma l’universo, nella sua perfezione, ha messo sotto gli occhi di una preziosa e attenta amica un articolo del magazine dello Smithsonian del 2015 sulla menopausa delle balene. Ed ecco il miracolo!

Una team di ricerca angloamericano spiega l’esistenza della menopausa nelle balene e nelle donne.

Alcuni ricercatori hanno studiato l’argomento: per 35 anni hanno monitorato, fotografato, registrato i viaggi, le nascite, le morti e le vicissitudini di gruppi di orche assassine dell’Oceano Pacifico Occidentale e sono arrivati alle stesse conclusioni a cui mi hanno portata i miei studi sulla menopausa umana: ha uno scopo biologico di specie, serve alla specie per sopravvivere evitando l’estinzione, serve a selezionare gli individui più adatti a guidare il gruppo.

Qui di seguito troverete la traduzione dell’articolo. Gli studiosi, sostiene il giornalista che ha raccolto la notizia, hanno scoperto che sono le femmine in menopausa che guidano il gruppo, perchè più esperte e capaci di trovare rotte ricche di cibo e protette dai predatori .

Esattamente come è accaduto alla specie umana: la carenza di cibo nei periodi più bui della nostra evoluzione e della nostra preistoria deve aver costretto i gruppi di umani a operare delle scelte nella distribuzione del poco cibo disponibile e sicuramente la scelta è caduta sulle giovanissime femmine che non avevano ancora figli e a cui bisognava assicurare il mantenimento della fertilità e della capacità di riproduzione. Questo ha significato che le donne che i figli li avevano già avuti hanno rinunciato a cibo e mestruazioni, in cambio hanno avuto in dono la libertà di cercare il cibo con maggiore autonomia e raggio di azione. Ciò ha creato individui esperti del territorio capaci di procacciare cibo lontano, di rifornire il gruppo e di trovare nuovi territori in cui migrare. Insomma, persone capaci di guidare e governare la comunità. Deve essere andato tutto bene fino ad un certo punto, quando , una volta raggiunta l’abbondanza, il potere se lo sono preso i maschi.

Ma, non per sempre. Ora, ricomincia l’era delle Orche Assassine.

Ecco l’articolo:

Dopo la menopausa,le orche assassine diventano la guida del branco.

Quando il periodo riproduttivo finisce le femmine assumono il nuovo ruolo di guidare con saggezza il gruppo verso la sopravvivenza.

DI Ben Mirin

SMITHSONIANMAG.COM
Marzo  2015

Le Orche Assassine sono uno dei pochi animali al mondo a vivere molti anni dopo la menopausa, e hanno appena fornito nuove informazioni sui vantaggi di questa apparentemente strana strategia riproduttiva.

Le femmine di orche che hanno superato gli anni di gravidanza diventano leader di gruppo con preziose capacità di sopravvivenza, riferiscono gli scienziati sulla rivista Current Biology.

Teoricamente, la menopausa non dovrebbe esistere. Se lo scopo della sopravvivenza è la riproduzione, allora non c’è motivo per cui un animale rimanga in vita quando non può più avere prole. Per le orche, invece le femmine smettono di riprodursi intorno ai 50 anni, che è anche l’età in cui la maggior parte delle orche maschi si avvicina al fine vita. In genere, però, le femmine in post-menopausa vivono ancora altri 40 anni.

Gli scienziati dell’Università di Exeter, dell’Università di York e del Center for Whale Research hanno esaminato 35 anni di dati di osservazione ricavati dallo studio di una popolazione in via di estinzione di orche assassine residenti nel sud del Pacifico nord-occidentale.

Hanno analizzato più di tre decenni di fotografie che catturano balene in movimento e hanno notato uno schema: le femmine in post-menopausa, le più anziane del gruppo, tipicamente nuotavano alla guida del branco e lo dirigevano in una varietà di percorsi precisi

Per spiegare questo comportamento, il team ha concentrato lo studio dei dati su un particolare periodo di anni in cui l’approvvigionamento alimentare primario delle orche, il salmone, era estremamente basso.

“Un modo in cui le femmine post-riproduttive possono aumentare la sopravvivenza dei loro parenti è attraverso il trasferimento di conoscenze ecologiche“, afferma Lauren Brent dell’Università di Exeter. “Il valore acquisito dalla saggezza degli anziani può aiutare a spiegare perché le orche e gli esseri umani femminili continuano a vivere a lungo dopo che hanno smesso di riprodursi “.

Mentre alcune popolazioni transitorie di orche sono notoriamente preda delle foche, le orche residenti rimangono in un posto, scelto n base ai percorsi annuali di salmoni. All’interno del gruppo del Pacifico nord-occidentale, gli animali mangiano principalmente salmone, che costituisce oltre il 90% della loro dieta. In un ambiente così specializzato, la capacità di trovare pesci diventa inestimabile per la sopravvivenza e il successo riproduttivo delle balene. E quando i salmoni scarseggiano, solo le orche assassine con anni di esperienza nella caccia sanno come trovarli.

Durante questi tempi difficili, i ricercatori hanno visto che le femmine post-riproduttive nuotavano alla testa di gruppi di caccia con giovani balene maschi all’inseguimento ravvicinato. Erano quasi sempre i figli della matriarca.

Le madri delle balene assassine indirizzano più aiuto ai figli che alle figlie, perché i figli le offrono maggiori potenziali benefici per la trasmissione dei suoi geni“, spiega Daniel Franks dell’Università di York. “I figli hanno un potenziale riproduttivo più elevato e si accoppiano al di fuori del gruppo, quindi i loro figli nascono in un altro gruppo e non competono per le risorse“.

Non è chiaro se questi scapoli riconoscano le loro madri come sagge guide, ma ogni giovane maschio rimarrà al fianco di sua madre finché lei vivrà. ….

Alcuni dei comportamenti che la ricerca evidenzia, come la condivisione del cibo e l’orientamento sociale, sono stati documentati dagli antropologi anche tra le donne in menopausa in gruppi di cacciatori-raccoglitori.

Negli esseri umani, è stato suggerito che la menopausa sia semplicemente un artefatto della medicina moderna e del miglioramento delle condizioni di vita“, afferma Darren Croft dell’Università di Exeter. “Tuttavia, ci sono prove crescenti che suggeriscono che la menopausa negli esseri umani è adattativa“.

Alcune di queste prove potrebbero benissimo venire dal mare. Mentre la menopausa non lascia tracce nei fossili dei nostri antenati, la sua funzione sociale tra le orche rappresenta un’opportunità moderna per decifrare come si è evoluta nella società umana preistorica, quando la conoscenza era ancora trasferita attraverso il passaparola.



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