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Terapia ormonale e rischio ictus

Terapia ormonale e rischio ictus

In un recente articolo apparso su Repubblica si parla di terapia ormonale sostitutiva che mette a rischio di trombosi, oltre che di tumore e ictus, ma se invece di usare gli ormoni da cavallo (non per dire, sono proprio di origine equina) si usano quelli di pura chimica 100% in cerotto o pomata, allora si rischia meno. Ma la conclusione è che ormoni devono essere sempre. Questo è il business baby! Noi invece pensiamo che una  menopausa libera dagli ormoni e felice, senza vampate e disagi possa esistere e possa essere vissuta. Quello che gli articoli “scientifici” sull’argomento si dimenticano di ricordare è che anche la terapia cognitiva funziona per stare meglio e che non ha nessun rischio e nessuna controindicazione

Ecco l’articolo.

LE DONNE che assumono alcuni tipi di ormoni per alleviare i sintomi della menopausa potrebbero correre un rischio più alto di tromboembolisi venosa profonda. Cerotti gel e creme, oggi utilizzate solo da 2 donne su 10, sarebbero più sicuri delle pillole.  Lo ha rilevato uno studio caso-controllo pubblicato sulBmj e realizzato da epidemiologi dell’università di Nottingham su un campione di oltre 80mila donne tra i 40 e i 79 anni.

• LA MENOPAUSA
La terapia ormonale sostitutiva da decenni aiuta milioni di donne nel mondo, 14 milioni solo nel nostro paese, ad alleviare i sintomi della menopausa – sudorazioni notturne, vampate frequenti, difficoltà nei rapporti sessuali –  migliorando sensibilmente la loro vita intima di relazione e professionale. Ma non tutte le donne possono beneficiare della Tos visto che l’assunzione di ormoni nella fase non più fertile delle avita femminile  si associa a un aumento – sebbene moderato e nelle pazienti già a rischio –  della probabilità di incorrere in patologie come il tumore della mammella, l’ictus e, dato che gli ormoni possono favorire la coagulazione del sangue, la tromboembolisi venosa profonda, o  Tev, vale a dire la malattia del sistema cardiovascolare che consiste nella formazione di coaguli all’interno dei vaso capaci di bloccare tutta o in parte una vena.

• ORMONI E MENOPAUSA
Lo studio di cui parliamo ha indagato proprio la relazione tra rischio Tev e assunzione di ormoni in menopausa, e lo ha fatto su un campione piuttosto vasto:  gli epidemiologi che hanno firmato la pubblicazione, attingendo a due database di primary care britannici (QResearch e CPRD) hanno infatti analizzato le informazioni relative a 80mila casi (cioè donne che hanno sviluppato coaguli) confrontandoli con 390mila controlli (cioè donne che nonhanno sviluppato coaguli) su un arco temporale di circa 20 anni, dal 1998 al 2017.

La conclusione è stata che l’assunzione di ormoni in compresse, in particolare contenenti estrogeni di origine equina corrispondeva ogni anno a 9 casi in più di Tev ogni 10mila donne. Al contrario i ricercatori non hanno rilevato un rischio tromboembolico venoso, per così dire  extra, nelle pazienti che usavano l’estrogeno di sintesi estradiolo per via transdermica, rilasciato da cerotti, gel o pomata.

Cosa significa tutto questo? Secondo gli autori che  la somministrazione transdermica dovrebbe essere tenuta in maggiore considerazione dai medici e dalle donne, dato che sembra più sicura e che oggi è prescritta solo al 20% di chi  è in terapia ormonale. Inoltre, come ha dichiarato Yana Vinogradova, prima autrice dello studio, queste “informazioni sono importanti per le donne che hanno già un aumentato rischio di sviluppare trombosi venosa profonda” che però, hanno voluto aggiungere gli autori, non devono smettere la terapia ormonale prescritta, ma “farebbero bene a parlarne con il loro medico”.

 

 



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